Lodovica Mairè Rogati è da sempre un’animalista convinta. Amante degli animali sin da quando è bambina crescendo rafforza sempre di più la sua consapevolezza nel voler aiutare concretamente creature innocenti maltrattate dall’uomo. Inizia già all’età di 11 anni a presentarsi nei canili per fare volontariato. Accudisce con amore poveri cuccioli abbandonati ma si occupa anche di pulire faticosamente le loro gabbie. Da adulta continua nella sua lotta in difesa degli animali salvando cani e gatti abbandonati, a volte rischiando anche la sua stessa vita. Come quando si fermò sull’autostrada Roma-Napoli per soccorrere un setter ferito che stava morendo dissanguato perché il suo proprietario cacciatore gli aveva sparato, in quanto il cane non gli “serviva” più per la caccia. (Ammissione che farà lui stesso!). Lodovica rischia di essere investita dalle auto che corrono a tutta velocità eppure riesce a portare in salvo il povero cucciolo e a farlo adottare da un suo caro amico veterinario.

     

Il setter si chiamerà Razzo. Lodovica trova casa a centinaia di gatti e cani con grande successo e sempre restando in contatto con le nuove famiglie. Fino a quando non arriva la tragedia del povero Birillo. Nella primavera del 2008 Lodovica salva un meticcio di circa un anno dolcissimo e molto affettuoso. Il povero cane era rinchiuso in una gabbia per polli talmente piccola da non permettergli nemmeno di mettersi in piedi. Era pieno di piaghe su tutto il corpo e stava per morire di fame. Denutrito a tal punto che gli si contavano a vista le costole. Una situazione drammatica. Subito Lodovica mette l’annuncio per trovare una nuova famiglia per Birillo e un giorno viene contattata da una certa Romina di Gregorio di Tenero, in Svizzera.

La donna dice di essersi innamorata del cane dalle foto, di avere due bambini e che sarebbe felicissima di poterlo adottare. Seguono lunghe conversazioni telefoniche dove Lodovica prende tutte le informazioni affinché possa sentirsi sicura dell’adozione. Manda, addirittura, dei volontari a fare un sopralluogo nella casa della suddetta Romina di Gregorio. L’entusiasmo di quest’ultima è travolgente e Lodovica si decide a far accogliere Birillo nella famiglia in Svizzera. Fa firmare alla donna un modulo standard di adozione dove ci si impegna a restituire l’animale qualora non lo si volesse più. Questo ovviamente per evitare che venga nuovamente abbandonato o peggio ucciso. Birillo arriva nella sua nuova casa. Romina di Gregorio invia numerose foto a Lodovica dei suoi figli sorridenti abbracciati al cucciolo, la ringrazia più volte di averglielo portato e che quello era il regalo più grande per i suoi bambini. Tutto perfetto. Poi il dramma. Questa donna inizia a chiamare Lodovica urlando al telefono che il cane gli aveva rotto una tapparella della finestra per uscire. Lodovica cerca di calmarla ma scopre una vera e propria tragedia. Birillo non esce di casa, è rinchiuso in una stanza e non viene mai portato fuori. Giustamente il povero animale ha tentato di uscire all’aperto. Lodovica non esita un secondo e dice subito a questa persona ignobile che il giorno dopo sarà lì a riprendersi Birillo. Sale di corsa in macchina, viaggia di notte e, appena arrivata nella casa dove era rinchiuso il povero cane, non trova nessuno ad aprirle e la donna non risponde più al telefono.

     

Le manda prima un messaggio folle sul cellulare dove scrive che ha fatto adottare il cane nel Sud Italia (!!!!), poi scrive di chiamare un tale di nome Luca Bacciarini, veterinario cantonale. Lodovica immediatamente compone il numero di telefono e questo schifoso individuo le risponde secco: “Ho soppresso Birillo ieri”. Sotto choc Lodovica chiede chi mai l’abbia autorizzato ad uccidere l’animale ed ecco cosa le viene detto: “Capisco che voi italiani siete abituati alla spazzatura di Napoli e ai veterinari che agiscono fuori dalla legalità – ribatte Bacciarini – qui invece agiamo secondo le regole”. Disperata e in lacrime Lodovica scopre che Romina di Gregorio (la quale poi in una lettera ammetterà di aver mentito in preda ad una crisi isterica) ha consegnato Birillo mentendo, dichiarandolo aggressivo, solo perché non lo voleva più ! Non esiste nessun referto medico, nessuna denuncia, nessun test che abbia mai confermato l’aggressività del cane. Lodovica contatta immediatamente l’Atra, associazione animalista svizzera, per capire come sia potuto accadere un reato simile.

     

Le viene confermato che in territorio elvetico è obbligatorio per Legge aver effettuato tutte le procedure che verifichino la pericolosità di un animale prima che ne venga approvata la sua soppressione da parte di un veterinario cantonale. Tutto ciò non è mai avvenuto. Solo privatamente (ma non è stato il caso di Birillo) chiunque, in terra svizzera, pagando può ottenere che un cane sia abbattuto senza dare nessuna spiegazione. UNA VERGOGNA !!! Se ci si sveglia una mattina e si decide che non si vuole più il proprio animale, il compagno più fedele dell’uomo, la creatura che più ci ama al Mondo, lo si può portare in un ambulatorio e farlo uccidere! E la Svizzera si dichiara un Paese civile ??? Un Paese in cui nei canili vengono accolti non più di 8 cani alla volta e dove vengono soppressi dopo pochi giorni ??? Attendere che qualcuno li adotti tenendoli nelle loro strutture è costoso perciò fanno prima ad ucciderli ed eliminare così il “problema” !!! Ed è questo il motivo per il quale giungono così tante richieste di adozione al nostro Paese. La drammatica storia del povero Birillo assassinato in Svizzera inizia a girare in rete e gli animalisti di tutto il Mondo scrivono migliaia di mail indignate ai due colpevoli: Romina di Gregorio e il veterinario cantonale Luca Bacciarini. Lodovica Mairè Rogati riceve al telefono minacce di morte da parte di Romina di Gregorio e della sua famiglia. Negli anni Lodovica ha cercato di condividere la sua spaventosa esperienza con il Mondo intero. Il drammatico assassinio di Birillo l’ha segnata per sempre.

BASTA CON LE ADOZIONI IN SVIZZERA E IN GERMANIA. I NOSTRI CANI DEVONO RIMANERE IN ITALIA !!!