Cara Lodovica, siamo qui per parlare della tua Associazione “Io Non Ci Sto” contro la violenza sulle donne. Come è nata?

“Io Non Ci Sto” nasce nel 2012. Essendo stata io stessa vittima di una terribile esperienza ho sentito il bisogno di entrare in contatto con altre donne che come me avevano subìto violenza. Volevo rendermi disponibile ad aiutarle anche solo ascoltando le loro storie, confortandole o provando a dare loro dei consigli che le mettessero nelle condizioni di superare quel terribile momento ed andare avanti con la propria vita più forti di prima.

E come è andata?

E’ andata straordinariamente bene, purtroppo e per fortuna. Purtroppo perché la quantità di donne che mi ha contattata attraverso l’Associazione è stata davvero impressionante sin dal primo giorno che l’ho presentata in televisione attraverso il TG5. Tornai a casa quella sera e trovai nella casella di posta più di un centinaio di mail. E per fortuna perché sono riuscita nel mio piccolo ad aiutare molte di loro ad intraprendere una nuova vita lontane dai loro aguzzini.

Molte donne che subiscono violenza non denunciano, quali sono i motivi secondo te?

Il motivo principale è che queste donne non vengono credute. Sono sin da subito vittime due volte; vittime del loro carnefice e vittime della società che le mette in un angolo ad incassare i colpi del sospetto, di un’opinione pubblica e di un sistema che le fanno sentire sbagliate, colpevoli di aver subìto violenza. E’ terribile. Non faccio altro che leggere e sentire di persone che blaterano frasi sulla mancanza di prove e quindi di attendibilità della vittima. Che cosa deve fare una donna, andare in giro con una telecamera nel reggiseno prima di uscire di casa? Le donne poi che si stanno scagliando contro chi ha subìto molestie mi fanno veramente schifo! Addirittura c’è chi pubblica sui propri social vignette dove prendono in giro le vittime facendo dell’ironia. Poi c’è chi le incolpa  di essersela cercata, o di essere state complici dell’abuso, o di essere state codarde per non aver denunciato immediatamente, oppure di essere solo delle poco di buono che cercano popolarità, e al contempo quelle che invece hanno tenuto l’anonimato non sono credibili perché non ci mettono la faccia. E allora mi chiedo: cosa diavolo deve fare una donna vittima di violenza? La deve mostrare questa faccia si o no?! L’Italia è l’unico Paese al Mondo che non supporta le vittime e che difende i carnefici. Ecco, questo è inaccettabile.

Cosa rispondi a coloro che dicono che queste donne avrebbero dovuto denunciare subito?

Rispondo che non sanno quello che dicono. In questo Paese se vai a denunciare una molestia alle Forze dell’Ordine vieni rimandata a casa. Se non hai un video o qualunque altro supporto moderno che avvalori la tua tesi ed hai solo la tua parola contro quella del carnefice non vieni creduta. Questa è l’unica verità. E’ successo a me ed è successo al 90% delle donne che sono andate a denunciare. E questo non lo dico io, lo dicono le statistiche. Nove donne su dieci che sono vittime di molestie, violenza, stupro o che vengono uccise avevano precedentemente denunciato il loro boia senza che venisse preso nessun provvedimento. Oltre a questo c’è l’aspetto umano, interiore, la condizione in cui si trova l’anima di una donna che è ormai totalmente lacerata dal dolore. Si ha poi paura di farlo sapere a chi ci sta accanto, non si hanno le possibilità economiche di farsi seguire da un avvocato, o semplicemente non ci si vuole trovare dopo anni a rivivere  questa terribile esperienza. Si spera, si prega Dio di dimenticare il prima possibile. Inoltre si ha paura di finire nel vortice del sospetto dell’opinione pubblica pronta a giudicarti senza pietà.

Sei molto arrabbiata per come l’Italia ignora il dolore delle vittime di molestie sessuali vero?

Tremendamente arrabbiata. Sono disgustata, sconvolta, quasi incredula di quanta cattiveria ed egoismo ci sia nel nostro Paese. Chi non supporta queste ragazze, ammirando il loro coraggio, rappresenta appieno l’ignoranza, la superficialità, la totale assenza di rispetto e compassione verso la sofferenza altrui.

Pensi che le cose cambieranno in Italia?

Lo spero, altrimenti c’è da fare le valigie e scappare di corsa. Fino a quando vigerà questa mentalità misogina ed arcaica l’Italia non potrà mai ritenersi un Paese libero e democratico.

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